Sono ad un festival musicale in un grande spazio aperto sopra ad un muro altissimo la cui balaustra è formata da pezzi di gommapiuma. Sono in fibrillazione perchè tra soli due gruppi è prevista l’esibizione di Alanis. A gruppi cominciano a salire tutte le persone che in questi anni mi hanno accompagnato per i vari tour e tra di loro Ilenia e Daniele.
Piano piano cominciano a salire altre centinaia di persone con gente che spinge per essere in prima fila. Visto che le protezioni in gommapiuma mi mettono a disagio, decido di arretrare. Mi assale però il dubbio che probabilmente il concerto si terrà sotto al muro e non sopra come annunciato. Scendo di mia iniziativa ed Ilenia mi segue.
Ho ragione, Alanis sta incominciando il suo concerto alla base dell’altissimo muro e ci troviamo solo noi due davanti a lei. Dapprima Alanis appare divertita della cosa e poi, improvvisamente, si altera. Credendo che al suo concerto fossimo solo in due, scappa dietro le quinte piangendo. Non essendoci ostacolo tra il palco e lo spazio per il pubblico risulta estremamente facile rincorrerle dietro. Il resto della folla intanto comincia a scendere e, stupita del concerto interrotto cerca di rincorrere Alanis nella speranza almeno di un autografo.
La folla viene bloccata dalla sorveglianza mentre io, per puro caso riesco ad intravedere la piccola sagoma di Alanis che si insinua in una scalinata secondaria e la rincorro.
“Wait, Alanis.. Wait please!” le urlo i.
“Go away!” risponde lei tra le lacrime urlando.
La raggiungo e, non so come visto la sua reticenza, cominciamo a parlare. Lei è molto arrabbiata con noi ed io tento di spiegarle che c’è un malinteso e che gli altri stavano giustappunto scendendo a sentirla. Lei non vuole sentire ragioni e mi vomita addosso tutta la sua rabbia.
“You judge me! Who the fuck are you that you judge me! You belive i don’t know you, do you?.. I know each of you, and you are judging me!” mi dice tra le lacrime.
“How can we judge you if we have learn from you to not judge the others!” le rispondo io e all’improvviso sembra calmarsi. Le dico quanto sia importante per tutti e che sì, possiamo ritenere che abbia fatto delle cazzate, ma che alla fine tutti hanno dei gusti personali.
Parliamo per diversi minuti camminando per la strada in cerca del suo staff. Alla fine dopo una bellissima conversazione lei mi regala un mazzo di carte particolare, tra tutte spiccavala figura dell’equinozio e mi dice che sarà molto importante usarla.
Improvvisamente però Alanis si fa piccola piccola e si rinchiude in una scatoletta. La raccolgo da terra, la apro e lei non c’è più, al suo posto c’è un’altra carta che sfortunatamente non ricordo ma, dentro di me sentivo che era di vitale importanza per me da giocare il più presto possibile.
13/10/2009


