Finalmente un sogno gradevole. Sono in un campetto di periferia aspettando il concerto di Alanis. Siamo li in pochi e ci chiediamo come mai sia stato scelto un posto così insulso. Il palco è inesistente, le varie attrezzature sono piantate per terra, inoltre, i vari generatori di corrente sono alimentati da un camion da fiera (quelli che vendono i panini).
Esce Alanis e comincia a cantare. Tra una canzone e l’altra intrattiene il pubblico dicendo cazzate una dietro l’altra, invita gente a cantare con lei e ride con tutti noi.
Inaspettatamente irrompe sulla scena un bambino di 6-7 anni che comincia a manomettere le apparecchiature e dare calci alle poche strutture presenti. Alanis indignata se ne va. Parte allora la caccia da parte nostra ai genitori del bambino colpevoli di tanta noncuranza.
Scovo il padre in un bagno pubblico che poi si rivela essere il bagno della mia ex scuola. Il suo volto mi era famigliare, era un vecchissimo compagno di scuola che conoscevo solo di vista. Comunque incazzato vado a rimproverarlo e lui si mette a piangere. Spinto dalla pietà tento di rassicurarlo e mi racconta i guai della sua vita. Due palle! Con una scusa mi dileguo e torno in classe dove trovo tutti i miei ex compagni abbacchiati e intristiti. Sento che devo fare qualcosa o la depressione sarebbe salita anche a me. Torno in bagno, vado a prendere l’altro e lo porto con me in classe. Lo lascio sfogare con tutti e alla fine esclamo.: “Qui ci vuole un bell’abbraccio!”. A turno ci abbracciamo tutti con affetto.
20/10/2008


