Finalmente lo avevo in pugno. Erano anni che sacrificavo la mia vita per scovarlo e rintracciarlo. Ora lo guardavo con odio e disprezzo nella prigione in cui l’avevo rinchiuso assieme ai suoi complici.
Il suo sguardo non era affatto mutato neanche in quello stato di prigionia. Quegli occhi così calmi, tranquilli ed alllo stesso tempo gelidi , freddi e distaccati, capaci a chiunque di far provare un senso di angoscia erano ora diretti su di me e, nascosta dietro di loro, una forte voglia di vendetta.
Era il bambino di 3/4 anni più pericoloso e manipolatore mai apparso sulla Terra.
L’avevo rinchiuso nella camera da letto con le due sue piu’ temibilissime complici.. Le Tate. Il Boss le aveva ingaggiate per i suoi sporchi lavoretti (pulirlo e nutrirlo) ed erano molto più pericolose di quanto sembrassero.
Intanto nell’altra stanza i miei parenti festeggiavano la mia vittoria e facevano la fila per vedere il bimbo rinchiuso. Non sapevo che tra di loro si celasse un traditore.. mia Zia! Non so se era realmente in combutta con il bambino o la sua mente era stata manipolata dallo sguardo del piccolino dall’apparenza tanto dolce, fatto sta che, approfittando della mia distrazione, apre la porta senza la mia autorizzazione e Le Tate riescono a scappare. Fortunatamente riesco a precipitarmi con il corpo sulla porta e richiuderla prima che potesse fuggire anche il grazioso bimbo.
Visibilmente alterato spiego a mia zia quanto fosse pericoloso quel piccolo tizio e riesco a far tornare alla normalità la situazione. Quando però arriva il momento della pappa ecco che lui seduto sul letto sfodera la sua arma peggiore, gli occhioni dolci, riuscendo a penetrare nella mia mente mandandola letteralmente in confusione.
Riscrive il suo passato nella mia mente, migliaia di misfatti e crimini cancellati in un lampo, costringendomi a liberarlo e concedendogli di andare a vedere la Melevisione nel salone. Ormai avevo chiuso con lui, lo ritenevo innocente ed ingnoravo il perchè lo avessi rinchiuso poco prima fino a che, durante la pubblicità, si volta verso di me e mi lancia uno sguardo di superiorità, sfida e presunzione. Riconosco allora il grande errore ed il grande sbaglio che avevo compiuto. Ora era di nuovo libero e nessuno avrebbe più potuto fermarlo.
Ps: so che il bambino della foto non ha 3/4 anni ma i più esperti avranno riconosciuto Ben di Lost, chiaro esempio dello sguardo che ho sognato stanotte.
17/05/2008


