Inserito da: delirionirico | 27 settembre 2009

Aria condizionata

Sono su una nave diretta verso un ospedale remoto su un isolotto a trovare i miei genitori ricoverati per una banale influenza. Non è  la prima volta che raggiungo quel luogo e, appena attraccato, mi dirigo subito verso il reparto.

Qualcosa però non torna, un silenzio inquietante avvolge l’intera struttura. Non c’è illuminazione in nessun corridoio e le stanze sono tutte chiuse a chiave, l’ospedale sembra abbandonato. Ogni cosa, però, è al suo posto e ben ordinata. Tutto questo rende il posto molto spaventoso. Io ed i miei compagni di viaggio, circa una ventina, cominciamo a girare curiosi per i corridoi sempre più bui tentando di aprire ogni porta senza riuscirci.

Arriviamo nell’androne principale e noto due persone in pigiama sedute sulla banchina del molo. Mi allontano dal gruppo e vado in cerca di informazioni. Uno dei due sta colpendo l’aria con un martello e l’altro sta utilizzando un bisturi per intagliare l’asfalto.

“Ehm salve”, accenno timidamente “scusate, sapete dirmi cosa è accaduto?“. Nessuna risposta. “Sapete, io e gli altri ci stiamo preoccupando, come mai è tutto buio? Dove sono gli altri?”. I due continuano ad ignorarmi.

Non ricevendo risposta mi congedo per tornare al gruppo quando, il tizio con il bisturi dice con tono assente: “Li hanno presi tutti”. In un balzo si alza e si scaglia contro di me pronto a ferirmi. Riesco a schivarlo e da sovrastarlo “Credimi, è meglio morire!” mi urla mentre lottiamo. Riesco a spingerlo in acqua ed a salvarmi.

La mia attenzione ora si sposta sul tizio con il martello che, continuando a dare colpi in aria, si rivolge a me dicendo: “Sai, li ha condizionati tutti, sono privi di volontà, sono schiavi e li ha portati in un posto lontano”. “Chi.. cosa..come” gli dico io. “Privi di volontà.. scappa, scappa” continua lui ignorandomi.

Corro subito dai miei compagni di viaggio e li trovo intenti ad ascoltare immobili, con occhi vitrei, un’infermiera rinchiusa in un gabiotto.

“Siete sotto il nostro dominio” sta dicendo lei “nell’aria che avete respirato fino ad ora è stato rilasciato un potente agente condizionante, ora andate nella stanza in fondo, sedetevi e terminate il processo”.

Mi sento anch’io come narcotizzato e seguo passo passo le indicazioni dell’infermiera assieme al gruppo. Pur mantenendo una minima lucidità non riesco a non eseguire gli ordini appena impartiti. Nella stanza indicataci ci sono poltrone con elettrodi per il cervello con piccoli monitor da osservare, c’è anche un grande pannello di controllo ed un videoproiettore. Sento che non posso ribellarmi e devo assolutamente eseguire gli ordini. Prima di sedermi però quel minimo di lucidità che c’è in me mi permette di girare intorno al pannello di controllo e staccare alcuni jack collegati e di rompere qualche filo.

Una luce rossa si accede ed un rumore assordante invade la stanza. Sul video appare una donna in camice che con aria severa urla: “Hai rotto la mia macchina! Ora verrò li a prendervi tutti e ve la farò pagare!”. Sento che l’effetto del condizionamento sta per finire e, assieme a me anche i miei compagni si risvegliano.

Dalla finestra notiamo una barca che si sta avvicinando con a bordo la donna apparsa poco prima con in mano una motosega. Riusciamo però a fuggire ed a prendere possesso della nave.

27/09/2009

Inserito da: delirionirico | 19 settembre 2009

I’ll be subservient and spineless

Sto camminando tranquillo in una spaziosa via di Roma piena di gente quando, improvvisamente, dalla folla esce un mostro che in un attimo mi prende la spina dorsale. Non sento dolore, anzi, quasi non me ne accorgo, però trovo molta difficoltà nel camminare.

Mi ritrovo a girare nella città esponendo a tutti il mio problema e cercando aiuto invano, tutti sembrano ignorarmi. Ecco allora che mi fermo davanti ad uno stregone che, in cambio di fedeltà assoluta, mi dona una nuova spina dorsale.

Mi sveglio.

Mi addormento di nuovo e sono ora una sorta di investigatore dell’occulto alla diretta dipendenza di una società multinazionale che non ha altri pensieri se non il dominio globale. C’è però un particolare, in realtà lavoro sotto copertura per una potente strega che ha come scopo principale l’annientazione della multinazionale nella quale sono impiegato. Svolgo quindi il ruolo del doppiogiochista ma durante l’ultimo incontro con la strega succede un fatto allarmante.. gli occhi le si fanno vitrei ed il suo tono di voce cambia e, con tono severo, dice:

“Tu avevi giurato fedeltà eterna a me” riconosco allora lo stregone del sogno precedente “ma so che io qui non posso interferire, è un mondo che non mi appartiene. Per questo ti perdono”

18/09/2009

Inserito da: delirionirico | 15 settembre 2009

There’s a green card and a way

Sono allo stadio Olimpico ad assistere ad una sorta di concertone del primo maggio. Sono solo e, non conoscendo nessuno, mi metto seduto in disparte aspettando l’inizio dell’evento.  D’un tratto noto in mezzo alla folla un volto familiare, è Robbie Williams che passeggia normalmente tra la gente diretto verso le quinte.

Si sta avvicinando a me e colgo l’occasione per fermarlo un attimo e scambiarci due parole:

“Hey Mr Williams!”

“Uhm? Hey!What’s up?”

“Eeeeeeeeeeee” (…) “Eeeeeeeeee” (…)

“C’mon man.. your time is almost over

“Eeeeeeeeeeeee” (…)

“Ok, I have to go, probably you’ll be ready next time”

“No wait! Listen.. since I was a child I want to be like you,  really!”

“Oh, that’s nice.. it’s cool to be me, really!”

Stretta di mano amichevole e via. Dovevo assolutamente trovare qualcuno che conoscessi per parlarne ma tutti mi erano estranei. Ecco allora che arrivano in gruppo tutti i miei compagni delle scuole superiori ma, quelli a cui ero più legato erano in disparte e mi ignoravano. Tutti avevano una carta e mentre venivano a salutarmi la infilavano, convinti che non me ne accorgessi, nella tasca del mio giubotto.

14/09/2009

Inserito da: delirionirico | 14 settembre 2009

Papa-paparazzi

Sono in aperta campagna e sto raggiungendo casa mia dopo una serata di bagordi, davanti a me una strada dritta con dei fossi ai lati (ANSIA). Sopraggiunge un camion dalla corsia opposta che mi taglia la strada e, ovviamente, per evitarlo cado nel fosso di  destra rompendo così definitivamente la mia auto. Non me ne curo però più di tanto e torno a casa a piedi.

Mi stendo sul letto e trovo accanto a me Luana (una ex compagna di scuola che non vedo da una vita).

“Non preoccuparti” mi dice lei, “ricordati che ti siamo sempre tutti vicino, noi non ti lasciamo solo”

Detto cio’ mi addormento e comincio a sognare nel sogno stesso. Sono nuovamente sulla strada di campangna ma, stavolta, arrivo sano e salvo a casa senza alcun incidente.  Mi sveglio e.. CLICK! Un flash improvviso mi acceca. CLICK! Un altro flash  illumina la stanza.. poi un altro ed un altro ed un altro. Ecco allora che , ancora nello stordimento post-sonno, vedo installata nella mia camera una macchina fotografica su di un cavalletto predisposta a scattare foto appena ci passo davanti ruotando di 90° ad ogni click.

Mi sono svegliato prima di capire a chi interessassero le mie foto.

13/09/2009

Inserito da: delirionirico | 13 settembre 2009

Test d cazz

Dopo una nottata passata la lavoro a fare dei test torno finalmente a casa e cosa sogno? Di fare test su test ovvio. Sempre più treni da controllare, prove di stampa, operazioni di secondo contatto.. e ne fosse riuscito uno (solo nel sogno.. fortunatamente).

12/09/2009

Inserito da: delirionirico | 8 settembre 2009

Like if it was stolen

posteHo appena preso lo stipendio e sono alla GS sotto casa dei miei a fare un po’ di spesa. Mi dirigo verso la cassa e pago con il bancomat.

Scusa ma non ho il resto” mi dice il cassiere “Ti spiace se vado a cambiarlo dal tabaccaio?

“No figurati” rispondo io.

Il cassiere si allontana e dietro di me comincia a formarsi una lunghissima fila. Il tempo scorre ma il cassiere non torna, la gente comincia a lamentarsi.

Ecco allora che realizzo: “Ma non esiste il resto se si usa un pagamento BANCOMAT!.. AL LADRO!”

07/09/2009

Inserito da: delirionirico | 7 settembre 2009

.. e spera

Incrocio Laura al lavoro e mi dice:

“Aspetta giovedì..”

Mi sono svegliato e sto aspettando..

06/09/2009

Inserito da: delirionirico | 29 agosto 2009

Cerchio (nel grano) Saraceno

grano-saracenoSto parcheggiando molto lontano dal mio nuovo posto di lavoro all’EUR nella Polisportiva dove faceva la barista mia madre quando ero un bambino. E’ sabato mattina e sono dovuto correre al lavoro poichè nel pomeriggio dovrà essere rilasciato un importante Kit di aggiornamento.

Percorro a piedi il lungo tratto di via Cristofo Colombo osservando il cielo che minaccia pioggia imminente. Arrivo sul posto di lavoro e mi siedo nella mia solita postazione.

Sono un progettista di cerchi e la ma mansione consiste appunto nel fare cerchi in terra e creare successivamente strutture circolari. Con me ci sono Laura, Luca e Ilenia.

Verso le 14.00 comincia a piovere e decidiamo di tornarcene tutti a casa prima che si scateni il finimondo. Io accompagno Ilenia al suo triciclo nuovo di zecca parcheggiato poco distante da lì e, durante il tragitto, incontriamo un raduno di persone che guidano dei carri attrezzi. Ecco allora che uno di loro a folle velocità invade il marciapiedoe dove stavamo camminando e, senza curarsene minimamente, ci punta addosso per poter parcheggiare. Fortunatamente la nostra prontezza di riflessi ci fa scansare entrambi e non rimaniamo coinvolti nello scontro.

Ilenia va fuori de se e comincia ad inveire contro l’autista, prende il suo martello gigante e, per vendetta, prende a mazzate la marmitta del carro attrezzi. Io e gli altri la guardiamo attoniti e senza parole mentre si dirige verso un fianco e colpisce ripetutamente la carrozzeria fino a che fa cadere il martello in terra, corre verso il suo triciclo e comincia una folle corsa verso casa.

Rimaniamo tutti sorpresi da quel gesto (incluso il proprietario del carro attrezzi ormai distrutto) ma, solo il tempo di razionalizzare l’accaduto, ed ecco che tutti gli autisti si riuniscono per organizzare una battuta di caccia. Mi fingo uno di loro e tento di depistarli contraddicendo ognuno sull’identificazione e sulla strada appena presa da Ilenia così da poterle far guadagnare ulteriore tempo per un ritorno a casa senza problemi.  Si è però fatto tardi e la pioggia continua a cadere sempre più fitta,  decido  quindidi affrettarmi nel tornare alla mia auto che ora era ancora più lontana di prima.

E’ questo mio gesto che insospettisce gli autisti che cominciano a seguirmi fotografandomi con delle  speciali macchine fotografiche che catturano i movimenti del passato del soggetto inquadrato.  Grazie a questo favoloso apparecchio scoprono che lavoriamo insieme e vedono in me uno strumento per arrivare ad Ilenia il più presto possibile.

Decido allora di depistarli ulteriormente e dirigermi verso la metropolitana nella quale, per potervi accedere dovevo privarmi di un antico manufatto ereditato dalla mia famiglia. L’oggetto in questione andava inserito in una rientranza del muro  cosicchè avrebbe rilasciato una targa d’oro che ne avrebbe successivamente consentito l’accesso.

All’atto di inserire il mio manufatto però qualcosa va storto e si risvegliano orde di Saraceni dalle loro tombe. Sfodero il mio pugnale e comincio la battaglia più facile della mia vita onirica. I Saraceni si tagliavano come il burro e, sebbene tendessero agguati anche in gruppi di più persone, grazie al mio pugnale, al primo tocco scomparivano e tornavano nei loro letti di morte.

28/08/2009

Inserito da: delirionirico | 22 agosto 2009

Baby

baby-gownQuesta è stata una nottata molto prolifica. Sogno 3/3.

Sono in un villaggio turistico con Donatella e Marco, è mattina e vogliamo fare colazione. L’unico bar (fatiscente) presente è assediato da tedeschi e suore. Le maledette spose di cristo sfruttano il loro potere da suore per scavalcare la fila ed io non riesco mai a raggiungere il bancone. Nel frattempo Marco riesce ad avvicinarsi ed a prendere una stecca di Camel Light. Corro da lui per poter sfruttare l’occasione ma la cassiera brutta e grassa mi rimprovera di aver saltato la fila.

“Stronza!” le dico.

Rincorro Marco rimprovandolo di aver comprato solo le sigarette e non avermi preso un caffè ed un cornetto per la mia colazione. Lui si volta e tiene in braccio un grazioso bimbo sorridente. Io lo prendo in braccio, lo porto dal giornalaio e gli compro tanti giochini per neonati.

21/08/2009

Inserito da: delirionirico | 22 agosto 2009

Io non sono pazza!

Questa è stata una nottata molto prolifica. Sogno 2/3.

Sono a casa di Luca e mi invita a dormire li. Non è la solita casa, bensì una villa con  4 camere, un giardino, una grande cucina stile “americana” (con  il piano cottura al centro per capirci), un ampio salone minimalista ed una sala hobby interrata. Con me ci sono Francesca, Emanuel, Dawn e Michele e ci stiamo preparando per coricarci.

Io, Dawn, Francesca ed Emanuel dormiamo insieme nella stessa stanza mentre Michele e Luca in due stanze separate.

La mattina sono il primo a svegliarmi, vado in corridoio ed i camerieri mi accolgono con uno scintillante sorriso. Tra i 5 camerieri c’era anche Pietro Taricone. Ricambio il saluto e vado a preparare il caffè. Nel frattempo si sveglia Francesca:

“Buongiorno” dice lei ancora assonnata.

“Buongiorno, dormito bene?” chiedo.

“Mah si, apparte i rumori che provenivano dalla stanza di Luca”.

“Ah sì li ho sentiti anch’io ma avevo troppo sonno per andare a vedere se gli stava succedendo qualcosa di mistico

Ecco allora che si apre la porta della stanza di Luca ed esce fuori un tizio.

“Buongiorno.. ah comunque ciao sono Stefano dice il tizio.

“Ah.. ciao!” esclamiamo entrambi io e Francesca “Ecco cos’erano quei rumori!” ci diciamo sottovoce ridacchiando.

Lo sguardo di Francesca e Stefano si incrocia  per un attimo e scatta d’improvviso un bacio appassionato.

“O mio dio!” esclamo io.. “Ma.. ma.. cazzo! France’ c’è Emanuel di là e tu… c’è Luca di là!

“Sssssshhhh! Non dire niente!” mi dicono loro.

“Oddio! Vado a rimettermi al letto io non voglio sapere niente!

Mi stendo nuovamente sul letto e mi torna in mente che avevo lasciato il caffè sul fuoco. Mi alzo, vado in cucina ma vedo che la moka è ancora da fare.

“Hmmmmm è strano” penso “.. eppure mi ricordo di averla caricata”.

Rimetto su il caffè, torno in corridoio ed incontro Francesca:

“Buongiorno” mi ripete.

“Ehm.. si, buongiorno.. ce lo siamo già dato ti ricordi? solo poco fa” le dico con aria confusa

Ma che stai a dì, mammamia come ho dormito male stanotte con tutti quei rumori in camera di Luca” ribatte lei.

“Uhm.. eh già..  è perchè c’era Stefano.. è uscito da li dieci minuti fa ma che ti sei rincoglionita?

Ecco allora che si apre nuovamente la porta della stanza di Luca:.

“Buongiorno.. ah comunque ciao sono Stefano” dice ripresentandosi.

“Mah!” esclamo io sempre più perplesso.

Come poco tempo prima i due sguardi di Francesca e Stefano si incrociano e ripartono con il bacio appassionante.

“Ssssshhh.. non di..” incominciano

“..dire niente a nessuno, sì sì lo so! termino io la frase per loro. “Comunque non mi sento bene credo che andrò a dormire”.

Mi distendo nuovamente sul letto e ripenso a quanto appena accaduto e… cazzo il maledetto caffè!

Mi alzo per l’ennesima volta e stavolta incrocio subito Francesca che mi da nuovamente il buongiorno.

“Uffa!” esclamo spazientito io

Si apre per l’ennesima volta la porta della stanza di Luca:

“Buong…”

“Sì, sì lo so sei Stefano e tra poco ti bacerai con Francesca e mi direte di non dire niente a nessuno

“Ehm”.. fa lui.. “Veramente sono Roberto e non mi sembra che ci siamo mai incontrati.. di un po’ sei forse pazzo?”

21/08/2009

Articoli precedenti »

Categorie