Posted by: delirionirico | Agosto 18, 2008

Precious Delusions

Precious Illusions

Precious Illusions

Sono all’estero per vedere un live di Alanis Morissette. Ci dirigiamo, io e i miei amichetti del forum, al teatro di questa sconosciuta città. Il teatro di per se faceva cagà.. il palco era costruito sotto una terrazza ed i posti in “Galleria” erano proprio sulla terrazza (quindi non vedevi un cazzo). Mentre facevamo i cretini cantando “Pazza pazza pazza sulla terrazza” (eh beh a questo punto ci stava tutta) entra dall’androne Papa Giovanni Paolo II, molto dimagrito ed in gran forma. Ora, immaginate la scena, minchia sta entrando il Papa! Nonostante nessuno sembrava stupirsi della presenza di un Papa al concerto di Alanis Morissette, nè tantomento che il Papa in questione fosse morto già da un bel pezzo, io ho esclamato con estrema sorpresa: “Un cazzo, il Papa!”.

Dopo lo scambio di convenevoli al bar del teatro, decidiamo di andarci a sedere sulla terrazza e li apprendiamo che Alanis aveva deciso di cancellare la data. Al suo posto avrebbero trasmesso puntate dei Simpson per due ore. Il Papa, seduto vicino a me, si gira e mi fa: “Eh me lo dovevo aspettare, e anche tu!” ZAN ZAN ZAN COSA AVRA’ VOLUTO DIRE?

Indignato decido di volgere i miei passi verso casa. Entro, vado in camera e mi accorgo che una parete del muro sta piano piano diventando invisibile e scopre una seconda stanza da letto. Paranoia! Ma da quando ho una seconda stanza? Dentro ci vive Valeria (una triscele, non vi sto a spiegare tanto perchè questo blog parla solo di sogni) ed io la guardo e le faccio: “Aho Valè.. ma che cazzo ci fai qui?”. Lei “Mi ha sub-affitato la casa Laura”. Io “Ah, e a quanto?”. Lei “A 300″. Io “Sta stronza!”. Lei “Cazzo vuoi!”. Io “Fanculo a me 600″. Lei “Sticazzi ma io so donna ho l’agevolazione”. Io “Fanculo due volte”.

Dopo un dialogo abbastanza animato torniami amici come prima scoprendo che ci costava però una fortuna (chi capisce questa è bravo) e cominciamo a discutere del fatto che non mi ero mai accorto della stanza invisibile.

18/08/2008

Posted by: delirionirico | Agosto 17, 2008

Nice to meet you

Un post breve breve per un sogno altrettanto breve fatto tra una chiamata di Milano Centrale e una di Arenzano in una mattinata lavorativa.

Sono sulla metropolitana e, ovunque mi giri, c’è gente pronta a presentarsi:

“Oh piacere Elena” - “Piacere Daniele” - “Salve sono Marco” - “Piacere Daniele” - Buongiorno, Giovanni” - “Piacere Daniele” - “Omaggi, Claudia” - “Piacere Daniele” e così via per un numero imprecisato di persone.

Posted by: delirionirico | Agosto 4, 2008

Daniele Corre

Lola

Lola

Sabato mattina, torno dal lavoro a casa e mi attende un week end di dolce far niente. Questo fine settimana però me lo voglio godere e fare una pazzia. Mi capita sott’occhio il vecchio opuscolo di Gardaland e, spinto dalla follia, prendo un biglietto per Peschiera del Garda, Partenza tra mezz’ora. Prendo l’auto, imbocco il raccordo, salto i semafori rossi, arrivo a Termini e tiro il freno a mano in mezzo alla strada. Salgo sul treno e comincio a viaggiare. Arrivo in tarda serata a Peschiera, prendo il bus e mi fiondo a Gardaland. Il tempo di fare due giostrine stupide e ritorno sulle sponde del lago. Non sono più a peschiera ma a Roma alla festa dell’Unità mentre la giornalista bionda di Studio Aperto sta facendo diversi servizi per Lucignolo dicendo le solite banalità e inquadrando tette e culi a non finire. Inciampo però nel cavo della telecamera generando così il caos ed il panico tra la gente. Mi vedo costretto a correre.

Da questo momento in poi corro per tutto il tempo preso dal panico di qualche ritorsione da parte di Mediaset. Mi rifugio nella metropolitana e la prendo direzione Anagnina (ovviamente non smetto di correre neanche sul treno questo sia ben sottointeso).  Sfortuna vuole che in via sperimentale il Comune sta provando una nuova linea metropolitana e mi ritrovo in tutt’altro posto da quello in cui ero diretto. Scendo e chiedo informazioni su come arrivare ad Anagnina ma nessuno parla la mia lingua. Tento con l’inglese ma nulla. Un po’ di francese ma nisba. Vaffanculo, ricomincio a correre senza meta. Mi ritrovo fortunatamente sulla Prenestina e da li mi riesco ad orientare ma, essendo ormai domenica e l’ora abbastanza tarda non ho voglia ne tempo di aspettare un mezzo.

Continuo a correre.

Mi sveglio col fiatone.

04/08/2008

Posted by: delirionirico | Giugno 8, 2008

Te la senti di cominciare? Ora si comincia? Tutto pronto?

big brain academyMi sveglio con calma, faccio la mia colazione di caffè e latte, mi vesto, mi sciacquo un po’, infilo la cartella in spalla e.. paranoia sto tornando a scuola! Arrivo tra i banchi assonnato e rincoglionto. Non so perchè sono lì ma sembra tutto normale. Sono le 10.33, terza ora abbondante, ed ancora nessun professore si è fatto vedere.

In classe siamo solo in quattro: io, Francesca, Donatella e Marco ognuno intento a farsi i cazzi propri. Io sfogliavo un libro mai visto prima, Francesca riordinava il suo quaderno ad anelli, Marco e Donatella fumavano in finestra.

Dopo qualche minuto entra un professore che non avevo mai visto prima, mi giro verso Francesca e faccio: Oh Ce’ ma chi cazzo è questo? - e lei - O stu’ è quello d’algebra - e io - oh me’ scusa se so mancato sti giorni. Il tipo era sulla quarantina, senza quasi più capelli e non tanto alto. Poggia la sua borsa e, notandomi fa: Ah tu sei il famoso Daniele - Addirittura famoso? - Si è per causa tua che siamo indietro con il programma non ti potevo lasciare allo sbando - Ah.. grazie.

Detto questo comincia a spiegare qualcosa d’algebra e io rimango molto perplesso sui suoi discorsi. Mi avvicino a Francesca, che intanto si era trasformata nella secchiona della classe, per vedere se con il libro sott’occhio riuscivo a capire qualche cosa ma niente! Mi è rimasto in mente una sua frase del cazzo tipo: 7 coseno + angolo a 30 gradi - rette parallele = ?

Alla fine faccio l’unica cosa che c’era da fare in quel momento. Mi alzo canticchiando “la matematica non sarà mai il mio mestiere” ed esco dall’aula.

07/06//2008

Posted by: delirionirico | Maggio 29, 2008

(Friend)Ship never ends - Una vita in disparte

NaveMi trovo al molo per rientrare a Civitavecchia da una località sconosciuta con un un bel po’ di gente compreso l’Uomo Che Fuma di X-Files (paranoia). Stiamo procedendo alle ultime operazioni di imbarco ma c’è un piccolo problema, la nave è ancorata a circa 500 mt perchè è un servizio low cost. Come collegamento tra lei e la terraferma c’è una larga piattaforma a motore senza neanche i manici di sicurezza.

E’ arrivato il momento di caricare i palloni da spiaggia ed a turno tutti gettano dall’alto della banchina i propri. Il mio, rimbalzando,  cade in acqua e vengo guardato malissimo dai presenti e dal capitano della piattaforma perchè ora dovevano organizzare una spedizione di recupero con sub e sonar e perdere così tempo. Io molto mortificato non posso far altro che mettermi in disparte e attendere che il mio bel pallone colorato sia recuperato.

Stessa cosa accade con il carico della macchina. Questo però consiste nel lasciarla a folle su una rampa in discesa che la porta dolcemente alla piattaforma. Ovviamente la mia sprofonda nel mare e la gente incazzatissima con me comincia a insultarmi. Per questi avvenimenti però non era prevista una procedura standard di recupero e mi ritrovo a tirarla su con una corda da solo sotto lo sguardo intimidatorio dei presenti. Un culo! Se ci ripenso mi fanno ancora male le braccia.

Riesco dopo un bel po’ anche a caricare l’auto che, assieme ai palloni e alle altre macchine vanno verso la barca.  Odiatissimo da tutti per aver fatto perdere tanto tempo mi rifugio al bar in attesa del ritorno della piattaforma ma li scopro l’amara verità.. essendo un low cost devi andare fino alla nave a nuoto altrimenti non parti.

Fortunatamente mi sono svegliato! Una fatica del genere non l’avrei mai sostenuta.

29/05/2008

Posted by: delirionirico | Maggio 29, 2008

Coinquilini

Drawn TogetherMi alzo dal letto e mi sveglio circondato da 4 mura diverse rispetto a quando ero andato a dormire. Entrano due colleghi del lavoro, Pasquale e Alessandra , e mi dicono: “Guarda che c’è da andare a fare la spesa.. tu che vuoi?” E io: “Ma scusate.. che volete in casa mia?” E Pasquale fa: “Rincoglionito, ci viviamo come te”.A quel punto realizzo di aver lasciato casa di Laura ed essere andato a vivere con i colleghi.

Mah.. fate voi” rispondo io. “Ah”, esorta Alessandra “Tra poco arrivano due amiche che rimangono una settimana in attesa di trovare alloggio e una la mettiamo a dormire da te perchè hai la stanza più grande”. Io: “Ah  vabbè.. sticazzi!”

Entrano quindi queste due e, mentre sono in bagno, gli altri decidono di organizzare una festa. Mi faccio i cazzi miei e decido di esplorare la nuova casa a cominciare dal giardino fatto di scale mobili e cuniculi. Mentre sto cercando di capire il quando ed il come era successo di aver lasciato casa mia, vedo sulla scala mobile Laura, Daniela, Danilo, mia sorella e altri vestiti di bianco che entrano al Toga Party appena organizzato. Li raggiungo ed entrando notiamo un caos indescrivibile.. bottiglie di birra e alcolici vari ovunque, gente sul divano in stato comatoso, spazzatura rivoltata, diverse chiazze di vomito sul pavimento e mi incazzo. Vado da Laura e faccio: “Non so perchè sono qui, non so perchè ho lasciato casa tua, non so che ci hai fatto ma ti prego RIDAMMELA! Non ce la faccio più con questi in giro!”

Ps: la cosa divertente è che (tranne le chiazze di vomito) casa mia è attualmente alle medesime condizioni descritte per la casa del sogno

29/05/2008

Posted by: delirionirico | Maggio 19, 2008

Sei tu il Mastro di Chiavi?!?

GBIl titolo non e’ inerente al sogno ma a me fa ridere.. beh, sinceramente mi fa di più ridere “Vuoi tu questo corpo?” però non c’entrava un cazzo veramente.

Credo di essere in un futuro post apocalittico stile film serie Z a Londra e sto tornando in albergo dopo un’importante riunione d’affari con un paio di persone che non conosco. Per la strada mi imbatto in una fiera.. cioccolata, dolciumi e fusaie a go go, insomma, il paradiso terrestre. Contento come una lumaca quando piove (che metafora orribile) svaligio tutti gli stand presenti quando, d’improvviso, rimango coinvolto nel bel mezzo di una rissa che diventa poi una sparatoria.

Tiro fuori il mio lazo e mi arrampico sui tetti per fuggire ai proiettili vaganti ma, sfortuna vuole che capiti sul tetto di una casa nella quale dei poliziotti stanno facendo una retata. Scendo immediatamente e noto dalla fessura della porta che all’interno c’è il pupazzo di Ghostbusters che sta prendendo forma e diventa sempre più grande.

Comincio a correre per la strada urlando: “Scappate! Scappate! E’ in arrivo il pupazzo gigante!” mentre da dietro di me la casa, esplodendo, libera il terribilissimo omone ciccione vestito da marinaio che comincia a distruggere tutto quello che gli capita sotto mano. Fortunatamente trovo rifugio con altra gente in una stazione della metropolitana ma, quegli stronzi che erano con me hanno la brillante idea di affacciarsi da dietro la colonna per controllare se potevamo considerarci fuori pericolo e ovviamente lui ci scova. E’ scontato dire che mi prende di punta e mi insegue per i cuniculi della metro.

18/05/2008

Posted by: delirionirico | Maggio 18, 2008

The Man Behind The Curtain

BenFinalmente lo avevo in pugno. Erano anni che sacrificavo la mia vita per scovarlo e rintracciarlo. Ora lo guardavo con odio e disprezzo nella prigione in cui l’avevo rinchiuso assieme ai suoi complici.

Il suo sguardo non era affatto mutato neanche in quello stato di prigionia. Quegli occhi così calmi, tranquilli ed alllo stesso tempo gelidi , freddi e distaccati, capaci a chiunque di far provare un senso di angoscia erano ora diretti su di me e, nascosta dietro di loro, una forte voglia di vendetta.

Era il bambino di 3/4 anni più pericoloso e  manipolatore mai apparso sulla Terra.

L’avevo rinchiuso nella camera da letto con le due sue piu’ temibilissime complici.. Le Tate. Il Boss le aveva ingaggiate per i suoi sporchi lavoretti (pulirlo e nutrirlo) ed erano molto più pericolose di quanto sembrassero.

Intanto nell’altra stanza i miei parenti festeggiavano la mia vittoria e facevano la fila per vedere il bimbo rinchiuso. Non sapevo che tra di loro si celasse un traditore.. mia Zia! Non so se era realmente in combutta con il bambino o la sua mente era stata manipolata dallo sguardo del piccolino dall’apparenza tanto dolce, fatto sta che, approfittando della mia distrazione, apre la porta senza la mia autorizzazione e Le Tate riescono a scappare. Fortunatamente riesco a precipitarmi con il corpo sulla porta e richiuderla prima che potesse fuggire anche il grazioso bimbo.

Visibilmente alterato spiego a mia zia quanto fosse pericoloso quel piccolo tizio e riesco a far tornare alla normalità la situazione. Quando però arriva il momento della pappa ecco che lui seduto sul letto sfodera la sua arma peggiore, gli occhioni dolci, riuscendo a penetrare nella mia mente mandandola letteralmente in confusione.

Riscrive il suo passato nella mia mente, migliaia di misfatti e crimini cancellati in un lampo, costringendomi a liberarlo e concedendogli di andare a vedere la Melevisione nel salone. Ormai avevo chiuso con lui, lo ritenevo innocente ed ingnoravo il perchè lo avessi rinchiuso poco prima fino a che, durante la pubblicità,  si volta verso di me e mi lancia uno sguardo di superiorità, sfida e presunzione. Riconosco allora il grande errore ed il grande sbaglio che avevo compiuto. Ora era di nuovo libero e nessuno avrebbe più potuto fermarlo.

Ps: so che il bambino della foto non ha 3/4 anni ma i più esperti avranno riconosciuto Ben di Lost, chiaro esempio dello sguardo che ho sognato stanotte.

17/05/2008

Posted by: delirionirico | Aprile 27, 2008

Save Water.. drink Beer

Sono in casa dei miei (forse perchè stanotte ci ho dormito) e sto cenando e mi capita di bere una’acqua frizzante molto fresca e buona. Si accende in me una voglia di quell’acqua così particolare e dissetante che sfiora il sadismo, il solo pensiero di versare altra acqua e berla mi eccita e mi esalta. Un bicchiere dopo l’altro finisco la bottiglia e con mio sommo rammarico vado a dormire.

Qualcosa però non va, mi giro e mi rigiro sul letto spinto dalla voglia irrefrenabile di altra acqua. Mi alzo e quatto quatto vado in cucina a prendere un’altra bottiglia. La mando giu’ tutta d’un fiato ma non mi sento pieno, ne prendo un’altra ed un’altra ancora. Non mi sento però dissetato e decido di portarne un paio al letto con me ma prima di poter bere ancora mi sveglio.

27/04/2008 

Posted by: delirionirico | Aprile 24, 2008

Friends

Dopo tanto torno a sognare (troppo tempo senza mi stava spazientendo). Sono a casa e sto tornando dopo aver fatto la spesa con Francesca. Nella scala trovo FABIANA una delle mie più grandi Amiche con la A maiuscola finita poi dopo la scuola a causa.. non so veramente di cosa e non so se è realmente finita anche perchè non c’è più stata l’occasione di vederci e chiarirci.. certamente è colpa mia e la rimpiango tantissimo, tanto che ancora oggi non ho il coraggio di farle una telefonata per spiegare i tanti cosa, come ,avvenimenti,periodi e piccole cose che ci hanno allontanato. Comunque torniamo al sogno.

Fabiana era li che usciva ed io prima intimorito e poi con un sorriso ed un senso di leggerezza e benessere le corro incontro e l’abbraccio.

“Cosa ci fai qui?” - “Ci Vivo!” - “E da quando!?!” - “Da un’anno circa” - “Ma dai? io da 2 mesi” - “Ho notato infatti il cambio del cognome ma non credevo fossi tu!”  - ” Eh si sono io”.

Francesca, prima in disparte, si avvicina e comincia a chiacchierare con noi. Andiamo a farci un giro per il quartiere e le faccio da guida come se fosse li per la prima volta. Tra un passo e l’altro mi racconta la sua storia da 3 anni a questa parte, includendo una storia andata a male, la morte della nonna, il difficile distacco da casa con i suoi ed il suo lavoro che sembrerebbe prendere una piega favorevole. Nella passeggiata passiamo per la sua facoltà di Beni culturali per il Turismo  e non manca occasione di ridere e scherzare. Torniamo sotto casa e decido di organizzare una mega cena quella sera, cerco di chiamare Marco e Donatella ma sono già li con la carne per il barbecue già comprata. Allla festa partecipa anche Silli una mia collega con Cico, il compagno, e altre 3 persone che erano in classe di Donatella e Marco che a malapena frequentavo.

Mentre mi riavvicino a Fabiana che con quella gente ha sempre avuto poco a che fare (tranne Francesca Marco e Donatella) irrompe nella scena un matto che dà accettate (in gommapiuma) in testa alla gente. “Oddio di nuovo quello, lascialo stare, fammi nascondere” mi fa Fabiana. Vedendola intimorita vado verso di lui con aria da spavaldo (ma con una fifa boia) e alla prima accettata che ricevo creo una discussione.

Il tipo, un tizio rosso di capelli, molto alto e con un fisico da culturista mi guarda dall’alto e fa accenno di uccidermi. Intervengono poi altre 3 o 4 persone che mi buttano da parte e con delle frecce di cartone che fanno pietà al solo guardarle abbattono il matto. Fabiana mi raggiunge e mi fa: “Tu sei più matto di lui, quello basta che gli tiri addosso delle frecce di cartone e sta calmo, non viene qui ad infastidire poverino, vuole solo essere trafitto ogni tanto, basta farsi trovare preparati.. non è cattivo”

Perplesso torno nel salone comune da pranzo che era situato un una specie di garage chiedendo agli altri se serve una mano e Donatella mi chiede di andare a prendere limone e sale in casa. Per le scale incontro Marco e gli chiedo di accompagnarmi. Entrati in casa mi da uno spintone contro il muro e mi urla contro “Perchè parli con tutti e non con me?” - “Ma che cazzo vuoi” - rispondo io. La cosa rimane troncata così perchè in quel momento arriva Silli che chiede il limone. Incazzato perchè Marco mi aveva fatto rodere il culo esco e vado con Rosa, un’altra mia collega, al mercato a prendere i limoni.

Purtroppo non riesco a mangiare nulla perchè mi sveglio poco prima di pagare quei stramaledetti limoni.

24/08/2008

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